Servono i congedi climatici: dalla Spagna il modello del “permiso climático” | Intervista a Sergio Alberto Codella su EconomiaCircolare.com

A Milano, nell’estate 2026, le ordinanze anti-caldo hanno vietato le consegne dei rider tra le 12:30 e le 16. Una misura di buon senso per tutelare la salute — ma per chi è pagato a consegna significa perdere lo stipendio della giornata, senza alcun ammortizzatore a compensarlo.

In Spagna il problema è stato affrontato diversamente: dopo la tragedia di Valencia (oltre 200 morti, 30 miliardi di danni), il Real Decreto-ley n. 8/2024 ha introdotto il “permiso climático”, fino a 4 giorni di permesso retribuito quando le condizioni meteo estreme impediscono di raggiungere il posto di lavoro o lo rendono troppo pericoloso.

In Italia, invece, questa tutela ancora non esiste in modo strutturato: solo obblighi generali di sicurezza e ordinanze locali frammentate.

Il nostro Sergio Alberto Codella ne ha parlato con Alessandro Coltré in un’intervista per EconomiaCircolare.com, spiegando cosa possiamo imparare dal modello spagnolo e perché, a suo avviso, occorre “passare da una legislazione dell’emergenza a una legislazione dell’adattamento climatico”.

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