LA LIBERALIZZAZIONE DEL MERCATO SECONDARIO DEGLI NPL

Proposta di attuazione della Direttiva (UE) 2021/2167 (Secondary Market Directive)

1. La cd. Secondary Market Directive
Il Dipartimento del Tesoro ha recentemente elaborato e posto per la consultazione uno Schema di Decreto Legislativo attuativo della Direttiva (UE) 2021/2167 (cd. Secondary Market Directive), che promuove il miglioramento delle condizioni di vendita dei crediti deteriorati sul mercato secondario.
In particolare, la Direttiva parrebbe essere stata adottata al fine (immediato) di incoraggiare lo sviluppo del mercato secondario degli NPE e ridurre i livelli di stock attuali e futuri e al fine (mediato) di agevolare la ripartizione del rischio di shock negativi tra privati a livello transfrontaliero e ridurne al contempo l’esigenza di condivisione pubblica (considerando 1, 2 e 9).

2. Liberalizzazione del mercato secondario degli NPL
In tale contesto, lo Schema di Decreto pubblicato, introducendo un nuovo Capo II nel Titolo V del Testo Unico Bancario (artt. da 114.1 a 114.14), riconoscerebbe la sostanziale liberalizzazione del mercato secondario dei crediti in sofferenza, stabilendo che:
(i) l’acquirente possa essere una qualsiasi “persona fisica o giuridica, diversa da una banca, che nell’esercizio della propria attività commerciale o professionale acquista crediti in sofferenza” (art. 114.1, lett. e); e
(ii) l’acquisto oneroso di tali crediti “non costituisce attività d concessione di finanziamenti ai sensi dell’art. 106” (art. 114.3, secondo periodo del secondo comma).
Sempre per favorire lo sviluppo del mercato secondario degli NPL, lo Schema di Decreto introdurrebbe in capo agli istituti finanziari cedenti alcuni obblighi di disclosure delle informazioni necessari per poter effettuare, in fase di due diligence, una adeguata valutazione dei crediti e delle probabilità di recupero del relativo valore (art. 114.4).

3. Obbligo di nomina del “gestore di crediti in sofferenza”
Per altro verso, al fine mantenere adeguati livelli di tutela del mercato del credito e del debitore ceduto, lo Schema di Decreto renderebbe obbligatorio, per l’acquirente dei crediti diverso da una banca, l’affidamento della gestione degli NPL a una banca, a un intermediario di cui all’art. 106 del Testo Unico Bancario, ovvero a un “gestore di crediti in sofferenza” (art. 114.3, secondo comma).
A tali soggetti sarebbero devolute tutte le seguenti attività (art. 114.1, lett. b):
(i) riscossione e recupero dei pagamenti dovuti dai debitori;
(ii) la rinegoziazione dei termini e le condizioni contrattuali purché non costituisca attività di concessione di finanziamenti riservata ai sensi dell’art. 106 del Testo Unico Bancario (precisandosi che l’estinzione anticipata e la posticipazione dei termini di pagamento non costituirebbero concessione di finanziamento);
(iii) la gestione dei reclami dei debitori; e
(iv) la gestione di ogni obbligo di informativa nei confronti dei debitori.
Tali “gestori di crediti deteriorati” sarebbero soggetti a uno specifico regime autorizzativo e di vigilanza presidiato dalla Banca d’Italia, a cui sarebbe affidata anche la gestione dell’apposito Albo dei gestori di crediti deteriorati. Al riguardo, lo Schema di Decreto in commento stabilisce che i soggetti che svolgono attività di gestione ai sensi della normativa vigente potrebbero continuare a farlo fino al 29 giugno 2024; decorso tale termine, la possibilità di svolgere tali attività sarebbe subordinata all’ottenimento delle nuove autorizzazioni previste dallo Schema di Decreto.
Sempre per tutelare il mercato del credito e il debitore ceduto, lo Schema di Decreto introdurrebbe l’ulteriore obbligo dell’acquirente di comunicare individualmente al debitore ceduto l’avvenuta cessione, prima dell’avvio del recupero del credito, indicando anche un contatto presso cui il debitore possa ricevere informazioni; sarebbe comunque espressamente escluso che le disposizioni in commento possano pregiudicare le condizioni di efficacia e di opponibilità previste dall’art. 58 del Testo Unico Bancario e dalle rilevanti disposizioni del Codice civile (art. 114.10).

4. Ambito di applicazione
In attuazione della flessibilità riconosciuta dalla Direttiva, sarebbero escluse dall’ambito di applicazione dello Schema di Decreto le cessioni di crediti:
(i) diversi da quelli classificati in sofferenza secondo le disposizioni attuative di Banca d’Italia – e dunque con esclusione di quelli classificati come inadempienze probabili (cd. Unlikely To Pay, o UTP) (artt. 114.1, lett. a) e 114.3);
(ii) la cui gestione sia svolta da gestori per conto di organismi collettivi del risparmio, banche o intermediari di cui all’art. 106 del Testo Unico Bancario (per questi ultimi, purché l’attività di gestione dei crediti sia esercitata in Italia; per l’esercizio negli Stati Membri occorrerebbe comunque specifica autorizzazione, cfr. art. 114.2); e
(iii) realizzate nell’ambito di operazioni di cartolarizzazione da parte di società qualificate come Securitization Special Purpose Entity ai sensi delle rilevanti direttive comunitarie (art. 114.2).

5. Alcune considerazioni preliminari
L’intervento normativo in commento è volto a disciplinare un settore di mercato variegato e, in Italia, estremamente attivo. La liberalizzazione del mercato (con le limitazioni connesse all’obbligatorietà della nomina dei gestori di crediti in sofferenza) determinerà un progressivo incremento del numero di operatori che (già oggi) svolgono tale attività in via occasionale (o presunta tale). Ruolo cardine del sistema sarà rappresentato dal gestore di crediti in sofferenza e sarà interessante monitorare lo sviluppo delle relative prassi di mercato.
Da ultimo, si consideri che cd. Secondary Market Directive, per quanto sia orientata alla più ampia armonizzazione della disciplina del mercato secondario dei crediti deteriorati nel territorio comunitario, lascia ai singoli Stati Membri alcuni importanti margini di discrezionalità. Quello apparentemente più significativo pare rappresentato dalla possibilità di estendere l’ambito di applicazione della Direttiva alle operazioni di cessione di crediti diversi da quelli classificati in sofferenza. Al riguardo, il legislatore sembra aver adottato un atteggiamento prudente, attuando la Direttiva per il solo mercato secondario degli NPL. Solo il tempo ci dirà se la Direttiva potrà essere implementata anche con riferimento al mercato secondario degli UTP, con un diverso intervento normativo o con il medesimo qui commentato.
A tale proposito, segnaliamo che, considerato il decorso del termine del 29 dicembre 2023 per l’attuazione della Direttiva, il Dipartimento del Tesoro ha chiesto che i commenti e i contributi allo Schema di Decreto pervengano entro il 29 febbraio 2024 all’indirizzo e-mail dt.direzione5.ufficio2@dt.tesoro.it. Non si esclude, quindi, che il testo da noi esaminato possa essere oggetto di modifiche o integrazioni, anche sostanziali.

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